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EMPIRE CYCLES

All’atto di iniziare il progetto Empire Cycles AP-1, Chris Williams e Craig Robertson probabilmente non si sono posti neppure il problema di dove agganciare il deragliatore centrale: sulla loro bici doveva stare un guidacatena. “Ma se non metti un aggancio per il deragliatore non puoi ricavarci una bici da free-ride”, qualche solerte amico deve aver detto.
Ma loro stavano pensando alla migliore DH possibile “My aim was to build the best downhill bike on the market”, dice Chris. Una DH nata come tale, non come derivazione di un modello meno spinto da vendere ad un grande pubblico. Una DH diversa da qualsiasi altra cosa venuta prima, una bici nuova, e che non temesse confronti con le grandi del mercato. Differentemente da molti, oltretutto, poco marketing: “I want to cut the bullshit”, dice ancora Chris, e questo lo lascio tradurre a voi.

A vedere la Empire AP1 c’è da rabbrividire. Color canna di fucile, pare il corrispettivo ciclistico del mostro di Alien, un telaio uscito da una tela di Giger. Uno scheletro dalle linee organiche, pieno di muscoli ed ossa. Lo fissate ed a un certo punto vi chiedete: ma dove sono le saldature? Non ci sono.
Sì, il solerte amico deve essere rimasto sbigottito: “Come niente saldature? E come tenete insieme i tubi?”. Niente tubi:  i due provengono dal motocross, e sanno quanti stress un telaio debba sopportare quando l’impiego è estremo. Per la DH è lo stesso: le saldature sono solo punti deboli, e devono essere eliminate. Come? “Sand Casting”, fusione a terra: l’alluminio fuso viene iniettato in stampi di sabbia progettati al decimo di millimetro. Tutti gli spessori, interni ed esterni, possono essere ottenuti con precisione micrometrica. Questo è partire da un foglio bianco!
Tre stampi appositi vanno a formare i pezzi della AP1: il telaio principale, il carro posteriore ed il traliccio del reggisella. Negli snodi, cuscinetti ad aghi, capaci di offrire una azione fluida e di sopportare carichi cinque volte superiori rispetto ai cuscinetti a cartuccia sigillata che si trovano sulle bici normali.

Questo mostro è pesante: 40 libbre, per la bici completa provata da DIRT Magazine, non la rendono certo la bici da DH più leggera sul mercato. Ma qui non si tratta di ascendere i tornanti di Mammoth Mountain: si tratta di discenderli. Chris fa notare come, differentemente da un disegno VPP, leggero all’anteriore, ma dal carro  pesante, la Empire è, all’opposto, granitica e rigidissima all’anteriore, e leggera al posteriore, un monocross ad infulcro alto che, però, grazie al guidacatena che esclude il pedal feedback, non soffre dell’interferenza della pedalata ed offre così l’azione fluida di una bici a sospensioni attive. E’ il forcellone,  la parte del telaio che non beneficia della azione dell’ammortizzatore, che deve essere leggero, per ottenere un mezzo stabile e facile da pedalare.

Fin qui tutto bene, ma Slingshot ci insegna che bici che sulla carta non dovrebbero funzionare risultano perfettamente performanti. Può dunque essere vero il contrario. Tranquilli. La Empire AP1 ha riscosso entusiastici consensi da parte delle severe riviste inglesi – e stiamo parlando, come detto, anche di DIRT, e se fate DH sapete cosa intendo. “Il posteriore si solleva senza sforzo e a piacimento”, “lo swingarm è semplicemente su un altro livello rispetto a qualsiasi altra cosa disponibile sul mercato”, “una guida semplice e diretta”, commenta appunto il tester di DIRT, peraltro appena sceso dalla works bike di Fabien Barel.
Ma andate a verificare di persona sul sito: troverete, in orgogliosa mostra, gli scan completi degli articoli, non solo alcuna frasi euforiche estrapolate dal contesto!

Una bici, orgoglio della terra d’Albione, rigorosamente made in the UK: niente viaggi oltremare per una bici che deve essere la migliore. E come vestirla? Si cerca il meglio sul mercato? No, Hope Technology, attenta a ciò che si muove nell’ambiente MTB, entra in una joint venture con Empire per la costruzione di ruote e freni dedicati alla AP-1. Perché un telaio così si merita un progetto completo.Alla Hope si dicono felici di lavorare con una compagnia che ha lo stesso spirito e gli stessi altissimi standard qualitativi del loro storico brand!


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